Report annuale monitorante l'emergenza COVID-19 nelle strutture di assistenza a lungo termine

L'Istituto Superiore di Sanità, in collaborazione l'Università Cattolica del Sacro Cuore, il Ministero della Salute, il Garante Nazionale dei diritti delle persone private della libertà personale e l'ARS Toscana, ha pubblicato il suo report riepilogativo che prende in esame pressoché un anno di monitoraggio (dal 5 ottobre 2020 al 19 settembre 2021) effettuato nelle strutture residenziali denominate "a lungo termine" (dette anche a "Lunga Degenza"), ovvero quelle strutture che possono ospitare persone non autosufficienti a tempo indeterminato.


852 di queste strutture hanno partecipato a questo studio relativo all'emergenza della malattia respiratoria acuta COVID-19, per un totale di 31,178 posti letto monitorati. In particolare, 341 delle 852 strutture (e conseguentemente 15,031 letti dei 31,178 totali) erano RSA (Residenze Sanitarie Assistenziali) specializzate in anziani con malattie gravemente invalidanti o seriamente non autosufficienti per motivi di varia natura.


I principali riscontri dello studio sono stati i seguenti:


Incidenza settimanale di residenti SARS-CoV-2 positivi e numero di nuovi casi nella popolazione generale delle Regioni in esame nel periodo 5 ottobre 2020 – 19 settembre 2021. La data sull’asse delle ascisse indica il giorno di inizio settimana di monitoraggio


Come evidenziabile dalla figura riportata qui sopra, l’incidenza di nuovi casi SARS-CoV-2 positivi nelle strutture residenziali è aumentata marcatamente nei mesi di ottobre e novembre 2020, in corrispondenza della seconda ondata epidemica. Ad inizio novembre 2020 l’incidenza settimanale di SARS-CoV-2 positivi ha raggiunto un picco del 3,6% nelle strutture residenziali per anziani e del 3,5% in tutte le strutture residenziali. L’incidenza di SARS-CoV-2 positivi nelle strutture residenziali e nella popolazione generale si riduce drasticamente nei mesi di novembre e dicembre. Nella popolazione generale si assiste ad un nuovo incremento dei casi, con un picco epidemico nei mesi di marzo e aprile. Tra i residenti delle strutture residenziali, invece, da fine febbraio si osserva un calo costante e marcato dei nuovi casi di SARS-CoV-2 positivi, che raggiungono valori prossimi allo 0,01% nei mesi di maggio e giugno 2021. Nei mesi di luglio, agosto e settembre, si assiste ad un nuovo aumento dei casi nella popolazione generale, mentre si osserva invece solo un lieve incremento di nuovi casi anche nelle strutture residenziali, che raggiunge un picco dello 0,3% nelle strutture residenziali per anziani e dello 0,2% in tutte le strutture residenziali nella settimana dal 30 agosto al 5 settembre 2021. Complessivamente, nelle settimane dal 2 agosto al 19 settembre 2021 l’incidenza media è stata dello 0,2% nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti e del 0,1% in tutte le strutture residenziali.


La figura qua sopra riporta il numero di strutture residenziali per le quali si è registrato almeno un nuovo caso SARS-CoV-2 positivo tra i residenti rapportato al numero totale di strutture residenziali aderenti al monitoraggio durante la settimana di riferimento. Dalla metà di ottobre alla metà di novembre 2020 è stata registrata la maggior percentuale di strutture residenziali con almeno un caso SARS-CoV-2 positivo tra i residenti, il 13% nelle strutture residenziali per anziani e il 10% in tutte le strutture residenziali. Tale percentuale è andata progressivamente riducendosi fino a raggiungere, nella settimana dal 21 al 27 giugno, valori inferiori allo 0,01% sia nelle strutture residenziali per anziani, sia in tutte le strutture residenziali. Nel mese di agosto si osserva un nuovo aumento nella percentuale di strutture residenziali con almeno un caso, che raggiunge il 2,2% nelle strutture residenziali per anziani e dell’1% in tutte le strutture residenziali. Nella settimana dal 13 al 19 settembre 2021 la percentuale di strutture con almeno un caso è pari, rispettivamente, all’1,2% e all’1,1%.


Figura A

Figura B


Le figure A e B sintetizzano dati relativi ai:

  • decessi settimanali per tutte le cause tra i residenti in struttura o dopo il trasferimento in ospedale

  • residenti SARS-CoV-2 positivi trasferiti in ospedale

  • decessi in residenti SARS-CoV-2 positivi avvenuti in struttura

  • residenti vaccinati per SARS-CoV-2 con ciclo completo (dato disponibile dal 26 aprile)

Le informazioni relative a tutte le strutture residenziali sono presentate nella figura A, mentre nella figura B sono riportate le informazioni relative alle sole strutture per anziani non autosufficienti. I dati ribadiscono che all’aumentare della copertura vaccinale è corrisposta una riduzione dei decessi per SARS-CoV-2 avvenuti in struttura e dei residenti SARS-CoV-2 trasferiti in ospedale che appare duratura nel tempo. Anche i decessi settimanali per tutte le cause subiscono una importante riduzione dopo l’inizio della campagna vaccinale pur mantenendosi stazionari dal mese di febbraio in poi. Il dato indica che il contributo del COVID-19 ai decessi avvenuti in strutture residenziali dal febbraio 2021 in poi è stato marginale.


CONCLUSIONI


Questo rapporto mostra l’andamento dell’epidemia COVID-19 nelle strutture residenziali da ottobre 2020 a settembre 2021. In linea con quanto osservato nella popolazione generale, gli indicatori analizzati mostrano un aumento dei casi COVID-19, degli isolamenti e dei decessi nei mesi di ottobre e novembre 2020, in corrispondenza della seconda ondata epidemica rilevata a livello nazionale.


Tuttavia, in controtendenza con il dato nazionale, si è osservata nelle strutture residenziali una progressiva riduzione dei casi COVID-19, degli isolamenti, delle ospedalizzazioni di residenti SARSCoV-2 positivi e dei decessi nei mesi di febbraio-aprile 2021. Questo trend si delinea con l’inizio della campagna vaccinale, che ha interessato in maniera prioritaria gli ospiti delle strutture residenziali per anziani e le persone severamente vulnerabili, insieme a tutto il personale. La riduzione dei casi e dei decessi COVID-19 è proseguita in maniera consistente anche nei mesi di maggio e giugno, fino ad una quasi totale scomparsa.


Nei mesi di luglio, agosto e settembre 2021 è osservabile una lieve crescita nei casi COVID-19, sia nei residenti che negli operatori. Questo dato è da mettersi in relazione con l’aumento dei nuovi casi nella popolazione generale in questo periodo. Va tuttavia segnalato che, a fronte di un aumento dei nuovi casi e dei focolai nelle strutture monitorate, il numero di decessi per COVID-19 avvenuto nelle strutture rimane molto basso e inferiore allo 0,01% per settimana, probabilmente per effetto protettivo della vaccinazione anti-SARS-CoV-2 nei confronti delle forme più gravi di COVID-19.


A settembre 2021 ha ricevuto il ciclo completo di vaccino anti-SARS-CoV-2 il 94% dei residenti nelle strutture residenziali per anziani non autosufficienti ed il 93% dei residenti in tutte le strutture. È 23 verosimile che una parte dei residenti non possa eseguire la vaccinazione per la presenza di controindicazioni, che la possa rifiutare o che la vaccinazione sia stata ritardata poiché i residenti si sono negativizzati da poco tempo.


I dati sui tamponi eseguiti in struttura mostrano che, dal 4 gennaio 2021 fino al 19 settembre 2021, è stato eseguito un numero di tamponi nelle strutture residenziali prese in esame pari in media a 40 tamponi per 100 residenti nelle strutture residenziali per anziani e 35 tamponi per 100 residenti in tutte le strutture. Occorre evidenziare che l’esecuzione dei tamponi nelle strutture residenziali è spesso regolato da normative regionali. Tuttavia, questi dati indicano che l’attenzione diagnostica delle strutture si è mantenuta elevata durante e dopo l’avvio della campagna vaccinale, iniziata il 27 dicembre 2020.


Sebbene i dati indichino una notevole diminuzione dei nuovi casi SARS-CoV-2 positivi nelle strutture residenziali durante i mesi di maggio e giugno 2021, nei successivi mesi estivi si registra un lieve aumento, che tuttavia non può essere trascurato e che indica l’opportunità di rinforzare la protezione immunitarie tramite una ulteriore dose di vaccino, come già previsto dalla Circolare n. 43604 del 27 settembre del Ministero della Salute. Le attività di monitoraggio nelle strutture dovranno necessariamente proseguire, per valutare la ripresa di eventuali nuovi focolai epidemici nell’imminente periodo autunnale e per monitorare gli effetti della somministrazione della terza (seconda per J&J) dose di vaccino.

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